I nuovi fronti
Il piano di Bersani per incalzare il Cav. dopo i referendum
Dopo la vittoria alle amministrative il Pd può festeggiare il raggiungimento del quorum e trasformare in tonico anche la partita referendaria, ma quali sono le priorità dell’agenda bersaniana? Né l’acqua né il nucleare, secondo una prima verifica. Anche perché su entrambi i temi le differenze di impostazione emerse negli anni – e poi schiacciate dal profilo antigovernativo assunto dalla consultazione – sono destinate a ricomparire.

Dopo la vittoria alle amministrative il Pd può festeggiare il raggiungimento del quorum e trasformare in tonico anche la partita referendaria, ma quali sono le priorità dell’agenda bersaniana? Né l’acqua né il nucleare, secondo una prima verifica. Anche perché su entrambi i temi le differenze di impostazione emerse negli anni – e poi schiacciate dal profilo antigovernativo assunto dalla consultazione – sono destinate a ricomparire e neppure il sogno della spallata sembra possa caratterizzare il post referendum.
Il calendario ufficiale prevede per il 15 e 16 giugno a Genova la conferenza sul lavoro alla quale si è dedicato il responsabile economico Stefano Fassina imboccando una via diversa, più socialdemocratica rispetto alle proposte Boeri o Ichino sui contratti. “Ma non sarà accademia, sarà politica, diremo che la manovra da 40 miliardi non centrerà l’obiettivo del pareggio e sarà recessiva”, spiega Fassina. “E’ troppo ampia, non aiuterà certo né la crescita né di conseguenza l’occupazione”. Andrea Orlando, altro bersaniano di peso, conferma che la manovra e le questioni economiche saranno il dossier più impegnativo. A meno che l’attualità non spinga in un’altra direzione. Nel Pd si osserva che la strategia di comunicazione del segretario è cambiata: Bersani sarebbe diventato più rapido a selezionare i temi sui quali prendere posizione. Si è visto sulla Rai, altro tema che potrebbe restare nell’agenda del Pd.
Sul fronte del partito le emergenze sono al sud, Napoli e Sicilia dove tutto è da ricostruire. E chissà se basteranno a dare lo sprint le conferenze ad hoc calendarizzate per ottobre. Eppure, fatto inedito, le consolazioni di Bersani vengono dal partito. La direzione del 6 giugno ha votato all’unanimità la relazione del segretario, sono fioccate le dichiarazioni di pace di Veltroni. E mentre qualcuno comincia a chiedersi se si possa dichiarare evaporato lo schema maggioranza-minoranza, si fa sapere che la prossima direzione, prevista per l’ultima settimana di giugno, rinvierà a fine 2011 la conferenza sul partito e l’organizzazione: appuntamento che prima dei ballottaggi sembrava davvero prioritario.